Lo Zen e l’arte del mangiare

Continuo con voi come scritto nel mio precedente articolo

Lo Zen e l’arte del mangiare

la lettura del libro  “Lo Zen e l’arte di mangiare bene” di Seigaku

buona lettura

 

Lettura n° 2

./.

PER INIZIARE

Mi chiamo Seigaku e sono un unsui, un monaco che svolge il noviziato

visitando luoghi diversi, come una nuvola in movimento, come acqua che scorre.

Attualmente vivo a Berlino e trasmetto la dottrina Zen a coloro con i quali il destino mi fa entrare in contatto.

Il luogo in cui i monaci compiono il loro noviziato è l’ Eiheiji,

monastero della prefettura di Fukui fondato da Dogen Zenji nel 1246, sede principale della scuola Sòtò.

È lì che, a un certo momento della mia vita, ho intrapreso il mio noviziato, e tra le tante cose apprese sono rimasto per lo più affascinato dai rituali legati ai pasti.

Pensavo di aver scoperto l’importanza del cibo anche prima di entrare all’Eiheiji, tuttavia la saggezza e il fervore convogliati in questi riti tramandati nel tempo hanno superato di gran lunga la mia immaginazione.

Ho scritto questo libro affinché possiate imparare a liberare la mente dai pensieri e condurre una vita sana introducendo questi rituali legati all’alimentazione nella vostra quotidianità.

Ho radunato qui tutte le norme alimentari che all’ Eiheiji vengono tramandate da più di settecento anni, e i metodi per poterle mettere in pratica in tutto il mondo.

Si tratta di regole molto efficaci; una volta finito non avrete più nulla da fare, neanche riordinare.

L’atteggiamento con cui ci si relaziona alla cucina è quello di sfruttare tutto, persino il picciolo delle melanzane.

I kosan – i novizi che vivono al monastero da più tempo – servono il cibo con gesti essenziali e con uno splendido portamento che ricorda le arti performative.

Forse a qualcuno darà fastidio sentir parlare di “norme”, poiché questo termine dà un’idea di severità.

A dire il vero, anch’io avevo un’impressione simile.

Tuttavia, provando a metterle in pratica in prima persona, i miei preconcetti si sono completamente ribaltati.

Si va da regole familiari a tutti, come “il riso va a sinistra, la zuppa di miso a destra”, ad altre come “non riempitevi la bocca di cibo fino a farvi scoppiare le guance”, “non guardate nei piatti degli altri”, “non riempite troppo il piatto”, che vengono prese seriamente da chi le adotta ma vantano anche un che di allegro e divertente.

Finché non si ha abbastanza esperienza e ci si limita a copiare gli altri, è un mistero come un “semplice riso bianco” possa essere più buono di ogni cosa assaggiata fino a quel momento.

 

Nonostante si debba semplicemente adattare il proprio corpo a un modello, abituandolo a seguire spontaneamente queste norme, per qualche motivo si sperimenta una sensazione di freschezza, come se fosse l’animo a essere purificato.

Inoltre, mi ha sorpreso il fatto che non sono solo io a provare questa sensazione, ma anche le persone che mi osservano mentre metto in pratica tali norme, e mi sono appassionato a questi rituali.

Le regole legate ai pasti messe in atto all’ Eiheiji sono basate sul contenuto di due libri;

Tenzo kyòkun – Istruzioni a un cuoco zen, e

Fushukuhanpò – procedure per l’assunzione del cibo

Il Tenzo kyòkun parla in maniera dettagliata dell’attitudine mentale e del ruolo che il tenzo a capo di tutta la cucina deve assumere, oltre a descrivere le regole necessarie per maneggiare ingredienti e stoviglie

Nel Fushukuhanpò sono invece riportate nei dettagli le cosiddette “buone maniere” da osservare a tavola, legate al servizio, a come sedersi e alla postura da adottare mentre si mangia.

Nessuno di questi precetti è particolarmente esotico, forse si tratta delle “solite cose” che avrete sentito ripetere dai vostri nonni o dalle vostre nonne.

Eppure proprio per questo motivo chiunque può servirsene con naturalezza, in qualsiasi parte del mondo, e in qualsiasi momento, che si tratti di bar e ristoranti tedeschi o caffetterie e izakaya giapponesi.

Svolgere con attenzione ognuna di queste “solite cose” darà vita a un cambiamento che vi sorprenderà.

E se anche le conoscete ma fate fatica a metterle in pratica, cogliete quest’occasione per trasformarle in un rito.

 

Lo Zen e l’arte di mangiare bene, Seigaku

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Nicola Ferretti ha detto:

    Che spettacolo di articolo! Davvero interessante la rubrica relativa all’arte del mangiare 😉

    Piace a 1 persona

    1. astrorientamenti ha detto:

      Grazie per la tua visita,
      buona giornata
      Monica 🙂

      Piace a 1 persona

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