Lo Zen e l’arte del mangiare

Proseguo la mia lettura de “Lo Zen e l’arte di mangiare bene”

come descritto nell’articolo      Lo Zen e l’arte del mangiare

 

Lettura n°3

. /.

 

Esaminiamo un pasto all’Eiheiji dall’inizio alla fine

Vi spiegherò in breve come gli unsui consumano i pasti all’ Eiheiji.

Nel monastero non esiste nessuno di quegli spazi che comunemente definiremmo refettorio: i monaci consumano i loro pasti seduti a gambe incrociate nella posizione del loto, la stessa adottata durante la meditazione, sul medesimo tatami in cui si svegliano, vanno a dormire e sul quale praticano zazen.

(zazen meditazione da seduti)  (il tatami è una stuoia in paglia di riso pressata, rivestita in giunco; quando si dorme basta un tatami, da seduti ne basta mezzo)

Gli unsui indossano l’abito monastico con sopra il kesa(Kesa veste color ocra indossata dal monaco sopra le altre)

La loro prima colazione consiste in okayu e takuan con gomasio,  

il pranzo in riso, zuppa e takuan con un piattino di verdure,

e il pasto serale, chiamato yakuseki, in riso, zuppa e takuan, con l’aggiunta di due piattini di verdure.

(il Takuan è un sottaceto giapponese ottenuto essiccando il daikon; il daikon è una varietà del ravanello comune)

 

Il contenuto dei pasti è variegato, ma solitamente ogni giorno vengono proposti gli stessi piatti semplici.

Per quanto riguarda utensili e stoviglie, si usano delle ciotole chiamate oryoki, che ciascun novizio possiede.

Si tratta di scodelle nere laccate che si infilano l’una dentro l’altra come delle matrioske e che vengono avvolte in uno stesso fagotto insieme alle bacchette e a uno strofinaccio bianco: prima di ogni pasto lo si disfa e le ciotole vengono allineate sul joen, la superficie di legno che circonda il tatami.

Il contenuto del set di oryoki è il seguente: ciotole, cucchiaio, bacchette, setsu (spatola per pulire le ciotole) mizuita (tavoletta), astuccio portabacchette e portacucchiaio, strofinaccio bianco, hattan (tovaglietta), plaid per le gambe, fukusa per avvolgere il tutto.

Ogni volta che si maneggia l’oryoki, si dovrebbe fare in modo di usare solo tre dita: pollice, indice e medio.

Gli unsui non portano l’orologio.

Nel tempio, tutte le funzioni sono scandite dal suono di campane e da strumenti simili definiti narashimono,

tra cui i moppan, gli unpan (lastre di bronzo a forma di nuvola)

i gyoku (gong di legno a forma di pesce, da appendere),

e i dairai (tambuti tradizionali giapponesi).

 

Il suono dell’ unpan che echeggia per tutto il tempio segnala che è ora di mangiare.

 

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Lo Zen e l’arte di mangiare bene, Seigaku

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